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GRECANICO
AGOSTINO BELCASTRO 9 settembre 2011

L’apertura dello Sportello Linguistico a Brancaleone per la valorizzazione della Lingua Grecanica funzionante da qualche tempo nella cittadina jonica reggina ha richiamato l’attenzione del critico letterario Ettore Bruni, ex preside nei Licei a Pisa e autore di testi scolastici il quale ha inteso esprimere il suo giudizio sulla sua validità . Secondo Bruni è un’ottima iniziativa che va sostenuta a tutti i livelli per non disperdere un patrimonio linguistico di straordinaria efficacia storica e culturale. Bruni in questo periodo è in vacanza a Brancaleone dove siamo andati a trovarlo nella sua antica casa situata nel cuore del centro abitato. Innanzitutto, il critico letterario, ha inteso precisare che calza proprio a pennello il volume di Agostino Formica e Pietro Monteleone dal titolo “Minoranze di lingua greca in Calabria dove è messo sotto la lente d’ingrandimento il mondo grecanico calabrese. Dice a proposito Bruni: “E’ una realtà culturale, sociale, umana che non deve estinguersi e va sostenuta e prima di tutto conosciuta a difesa di valori che sono preziosi anche al di là dei confini entro i quali vive”. Bruni, nella recensione del libro dei due autorevoli autori, pubblicata qualche tempo fa sulla rivista “Calabria Sconosciuta”, ha evidenziato che si tratta di un libro che merita di essere tenuto presente, anche se è un testo di qualche anno addietro. “E’ un libro che è stato costruito con rigore scientifico per lodevole iniziativa dell’Istituto Regionale Ricerca Sperimentazione Aggiornamento Educativi di Catanzaro”. “Punto di riferimento - scrive – è il gruppo etnico-linguistico della Bovesìa, tratto di terra della Calabria sud orientale: è il triangolo grecanico puntualizzato, con efficace evidenza, nei suoi precisi confini, da una cartina del testo, e che si accompagna ad una puntuale nota introduttiva nella quale sono riportati nomi e attività di autorevoli studiosi della questione. L’area grecanica della Bovesia (65 kmq) – continua Bruni – presenta come asse centrale la fiumara Amedolea, che l’attraversa, ed è possibile iscriverla all’interno di un immaginario triangolo che individua come vertici la sommità dell’incantevole Monte Cavallo (oltre 1300 m. di altezza) a settentrione, la cittadina di Melito Porto Slavo a sud-ovest, e un breve tratto nei pressi di Capo Spartivento”. Scendendo nei particolari, lo scrittore evidenzia: ”Il grecanico va salvato e valorizzato, non soltanto perché è parte delle nostre radici, ma anche perché il prender parte e coscienza di un aspetto così interessante della storia della Calabria giova al suo sviluppo culturale e umano”. Concludendo la sua analisi, Bruni, invita a valorizzare il “turismo culturale conoscendo direttamente sul luogo, i paesi calabresi dell’area grecanica, andando alla emozionante ricerca di accenti e suggestive cadenze linguistiche grecaniche. E nel contempo sarà possibile ammirare paesaggi naturali di stupenda bellezza”. Infatti, quest’area, per secoli, ha assunto il ruolo di vera e propria isola culturale per una serie di precarietà storica dei collegamenti ad un retroterra particolarmente impervio. Per quanto antropizzata per le continue migrazioni della popolazione dei borghi dell’entroterra verso la costa conserva spiagge larghe ed accoglienti. L’area comprende il territorio dei seguenti undici comuni: Bagaladi, Bova, Bova Marina, Brancaleone, Condofuri, Melito P.S., Palizzi, Roccaforte del Greco, Roghudi, San Lorenzo, Staiti.