AVERLA
AGOSTINO BELCASTRO 14 settembre 2009

“Una rondine non fa primavera” recita un vecchio adagio ma i famosi stormi che si vedevano volare nel cielo di Brancaleone sono scomparsi. E’ un fenomeno, per la verità, che non interessa solo il territorio comunale della cittadina jonica reggina ma investe l’intero pianeta. Il clima impazzito in seguito al surriscaldamento della terra spinge questi simpatici volatili verso località migliori. Settembre è stato sempre, per antonomasia, il mese dei preparativi che le rondini facevano in previsione del lungo viaggio che le avrebbe riportate in Africa a svernare. Erano scene suggestive che riempivano le borgate di paesi e città Presagivano il cambiamento della stagione. Svolazzavano a bassa quota come se fossero impazzite girovagando da una parte all’altra in cerca di una loro tranquillità. I mutamenti climatici, purtroppo, non si sono fatti sentire solo per le rondini. Altre specie stanno via via scomparendo senza una logica e convincente spiegazione da parte degli esperti. Infatti, grilli, cicale e in parte gli usignoli che allietavano con i loro concerti le serate estive sono solo un pallido ricordo del passato. Di fatto, in molte località, alcuni di questi animali sono scomparsi. Sono finiti i tempi in cui da ragazzi si andava nelle campagne a caccia di grilli da utilizzare come esca per catturare alcune specie di uccelli. Era il tempo in cui era ricorrente e nell’uso comune utilizzare le trappole per la cattura dei “caracefuli”(le comuni averle), uccelli variopinti di carne grassa ma nello stesso tempo molto saporiti al palato. Le famose “prache”(trappole) venivano costruite con molta cura in maniera tale da non dare la possibilità all’uccello di scappare. Erano delle lastre di pietra levigata di modeste dimensioni che venivano appoggiate su un’asticella di legno sulla quale veniva infilzato un grillo. I “caracefuli”, beccando il grillo, facevano scattare la trappola e per gli sventurati uccelli non c’era piu’ scampo. Era un rito che si usava in quasi tutte le campagne del territorio comunale e si entrava, a volte, in competizione, tra i ragazzi, di chi riusciva a catturare di piu’. Purtroppo in questo nostro mondo di crisi ecologica e la corsa sfrenata verso la modernizzazione hanno fatto perdere alla gente i valori autentici in nome di un’evoluzione culturale. AGOSTINO BELCASTRO