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AMIANTO
AGOSTINO BELCASTRO 8 settembre 2011

“Amianto, ammalarsi senza sapere perché”. E questo il titolo di un servizio giornalistico pubblicato qualche tempo fa attraverso il quale l’autore ha lanciato un grido d’allarme sullo stato di pericolosità cui va incontro la gente in presenza di detto materiale. E non c’è da stare tranquilli dal momento in cui ogni anno, in Italia, muoiono tremila persone per tumori correlati. E la proiezione futura non tende ad attenuarsi. Infatti, la presenza di detto materiale provoca danni irreversibili per la salute dei cittadini. I suoi effetti sono altamente nocivi alla salute dell’uomo e possono provocare patologie gravi a carico dell’apparato respiratorio( asbestosi, carcinoma polmonare, faringe). In effetti, respirando una sola fibra attraverso le cosiddette polveri liberatesi nell’aria può provocare malattie mortali. Com’è noto, negli anni passati, l’impiego dell’eternit, una fibra composta da cemento e amianto, era largamente diffuso dato la sua resistenza al fuoco. Col tempo, dopo vari studi di settore, tale materiale si è rivelato altamente nocivo per la salute per la sua proprietà di rilasciare fibre che, se inalate, sono dannose sotto tutti i punti di vista. Il Comune di Brancaleone non è indenne da tale fenomeno. Eppure l’Ente locale, sotto la gestione commissariale del Viceprefetto Francesca Crea aveva avviato nel mese di maggio 2009, a pochi giorni della scadenza del mandato, un processo per far debellare dal territorio comunale il problema eternit invitando i proprietari di immobili i cui tetti erano coperti con tale materiale. Della pratica era stata informata anche l’ASL n. 9 di Locri-Dipartimento Area Prevenzione-Spisal per gli adempimenti consequenziali. Non risulta, sino ad oggi, che le cose sono cambiate rispetto a quanto il solerte commissario straordinario si era prefissato. Le bonifiche non sono state effettuate se non in qualche singolo caso perché basta rivolgere lo sguardo in alto per capire che le cose sono rimaste tali e quali. Della questione si era, anche, interessato, a suo tempo, il Comitato Cittadino “Salviamo Brancaleone”, dissoltosi come neve al sole, dove in più di una riunione è stato ampiamente discusso lo stato di pericolosità in cui versava il paese a causa dell’amianto. Purtroppo non se ne fece nulla, anche se alle assemblee avevano partecipato illustri rappresentanti delle istituzioni locali e provinciali. La legge che dovrebbe tutelare la salute dei cittadini, esiste da oltre diciannove anni (Legge n.257 del 27.3.199) anni in quanto gli studiosi hanno riconosciuto che l’eternit-amianto possiede alte proprietà cancerogene.. Sarebbe opportuno, a questo punto, che l’ASL avviasse un programma di controllo, in sinergia con il Comune che non può più stare a guardare e far finta di nulla, per stabilire, periodicamente, lo stato di conservazione del materiale e se lo stesso attraverso i vari procedimenti di manutenzione possa non creare pericolo oppure procedere, senza indugio, a far smantellare quei tetti che per la loro vetustà presentano evidenti segni di pericolosità per la salute dell’uomo. Le istituzioni, deputate a far rispettare le leggi dello Stato, dovrebbero porre in esser tutte le iniziative di propria competenza atte a garantire la salute dei cittadini perché, poi, come recita un noto adagio “piangere il morto sono lacrime perse”.